banner
marchi   brevetti

E' una materia intensamente frequentata dallo Studio tanto più che il contenzioso si viene progressivamente estendendo mano a mano che si moltiplicano le funzioni giuridicamente protette del marchio. Non più soltanto la funzione di distinguere la provenienza aziendale dei prodotti e dei servizi, ma anche quella di capitalizzare i valori di avviamento creati con il marketing e la comunicazione pubblicitaria e non. In un contesto così complesso, il contenzioso nel quale lo Studio è massimamente specializzato, si configura sotto il duplice profilo di difendere dalle contraffazioni che generano confondibilità nel mercato e parassitismo e di attaccare quando si tratta di sgombrare il campo da ingiustificate restrizioni concorrenziali.
Nel contenzioso concernente i segni distintivi, particolare importanza hanno le denominazioni geografiche e le indicazioni di provenienza, quivi compresa l'attualissima problematica del made in Italy e delle delocalizzazioni produttive in un contesto di economia globalizzata.


Com'è noto la Direttiva n. 29/2005 ha introdotto negli ordinamenti di tutti gli Stati membri una disciplina specifica delle pratiche commerciali. In pratica è stato giuridicizzato tutto il marketing, sicché non ci sono operazioni di marketing che sfuggono allo scrutinio giudiziale di liceità/illiceità. Questo scrutinio si presenta ora sotto la forma della sleale concorrenza, ora invece sotto la forma della tutela del consumatore ed in entrambi i casi il controllo può essere esercitato dall'autorità giudiziaria ordinaria oppure dalla "Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato" che ha il potere di irrogare sanzioni pecuniarie amministrative fino ad € 500.000,00 per ogni infrazione. Lo Studio si occupa di questa materia sia quando difende le imprese che subiscono contestazioni concorrenziali oppure amministrative, sia quando – per converso – supporta le imprese che attaccano concorrenti sleali colpevoli di pratiche scorrette. Poiché sono innumerevoli le pratiche commerciali che implicano la comunicazione aziendale, è ovvio che questa disciplina assorbe il controllo di tutta la fenomenologia che un tempo veniva ricondotta alla pubblicità: fenomenologia che dal punto di vista giuridico forma oggetto in Italia anche di una efficace autodisciplina gestita da un apposito Istituto e dal suo organo giudicante denominato "Giurì".
 
La materia dei brevetti e della protezione delle tecnologie brevettate e non registrate è divenuta cruciale perché è l'unico modo per difendersi dalla spietata concorrenza dei prodotti provenienti dai paesi emergenti nei quali si produce a costi bassissimi.
Per sfuggire alla invincibile concorrenza di prezzo occorre poter contare sulla differenziazione tecnologica dei prodotti e dei procedimenti produttivi. Lo Studio è attrezzato per fronteggiare qualsiasi esigenza derivante dalla competizione tecnologica, sia che si tratti di difendere la propria tecnologia dalla utilizzazione abusiva di terzi, sia che si tratti di difendere il proprio fatturato dalla pretesa di impedire l'attività che lo genera facendo valere una esclusiva di tecnologia.
I brevetti – com'è noto – sono mezzi di tutela di tutte le creazioni intellettuali a contenuto tecnologico, senza riguardo alla tecnologia impiegata che può essere meccanica, chimica, elettronica e così via. Dal punto di vista della rilevanza economica le diverse tecnologie non hanno lo stesso peso e quella che di recente ha movimentato il business più grande è la tecnologia farmaceutica. Per questa ragione lo Studio è impegnato da due decenni sulle più importanti controversie di questo settore nel quale il conflitto talvolta si manifesta non solo fra imprese farmaceutiche ma anche fra categorie di imprese, come quello che intercorre fra originators e genericisti.
Anche l'informatica è tecnologia ed essa – com'è noto – forma oggetto del diritto d'autore, di guisa che lo Studio se ne occupa intensamente sommando questo impegno a quello originato dalla tutela delle opere dell'ingegno a contenuto artistico (letteratura, musica, atti figurativi ecc. ecc.).
Le tecnologie possono essere protette anche se non brevettate, in particolare contro chi si rende responsabile – spesso per la sua stessa collocazione all'interno dell'azienda – di sottrazione ed utilizzazione abusiva delle informazioni tecnologiche riservate e del know-how. Le più recenti esperienze dello Studio sotto questo profilo hanno comportato una specializzazione complementare che va sotto il nome di digital forensics, e cioè di quella diretta a contrastare il furto informatico delle altrui tecnologie riservate.
 
Il diritto d'autore, che era il diritto delle creazioni intellettuali a contenuto artistico, è divenuto con l'avvento della società dell'informazione il diritto delle tecnologie di comunicazione, del software e della banche-dati. Questa materia ricorre spesso nel contenzioso di cui lo Studio si occupa, sia per quanto riguarda il profilo delle libere utilizzazioni, sia per quanto riguarda il cumulo della tutela derivante dalla registrazione come disegno o modello con quella del diritto d'autore per i prodotti di design.
 
L'applicazione delle norme antitrust condiziona oggi l'attività delle imprese vietando loro di abusare della propria posizione dominante e di concludere oppure eseguire intese restrittive della concorrenza: pratiche queste che soggiacciano al controllo dell'Autorità giudiziaria ordinaria ed a quello del "Garante della Concorrenza e del Mercato". Il conseguente contenzioso giudiziale ed amministrativo forma oggetto di un impegno particolare dello Studio.
   

Con l'attuazione della Direttiva n. 98/71/CE la registrazione dei modelli e dei disegni si è ampliata enormemente superando i confini della protezione "premiale" delle opere di design di alto valore artistico (laddove il requisito della brevettazione era quello dello "speciale ornamento"), per divenire strumento di protezione di qualsiasi prodotto dotato di "carattere individuale", e cioè che rispecchia una progettazione innovativa.

   
pie